Trasferire la residenza in Bulgaria – Influencer, YouTuber e Content Creator

Trasferire la residenza in Bulgaria – Influencer, YouTuber e Content Creator

Influencer, YouTuber e Content Creator: trasferire la residenza in Bulgaria può essere una scelta strategica?

Vivere e lavorare online: nuove opportunità per i professionisti digitali

Negli ultimi anni il modo di lavorare è cambiato profondamente.

Oggi è possibile costruire un’attività professionale attraverso:

  • YouTube;
  • Instagram;
  • TikTok;
  • Twitch;
  • podcast;
  • blog;
  • newsletter;
  • corsi online;
  • affiliazioni;
  • sponsorizzazioni;
  • consulenze;
  • vendita di prodotti digitali;
  • collaborazioni con aziende e brand.

Per molti influencer, YouTuber e content creator, il lavoro non è più necessariamente legato a un ufficio o a una specifica città.

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Il pubblico può trovarsi in Italia, in Europa o in qualsiasi parte del mondo. I clienti possono essere internazionali. Le piattaforme digitali permettono di lavorare da remoto e di costruire un’attività con una dimensione sempre più internazionale.

Per questo motivo, molti professionisti del digitale valutano la possibilità di trasferirsi realmente all’estero e di organizzare la propria vita personale e professionale in un altro Paese europeo.

Tra le destinazioni prese in considerazione c’è anche la Bulgaria.

Perché un creator digitale può valutare la Bulgaria?

La Bulgaria è un Paese dell’Unione Europea che offre un contesto interessante per imprenditori, professionisti e persone che svolgono attività online.

Tra gli aspetti che possono essere valutati rientrano:

  • il costo della vita;
  • la possibilità di vivere in una capitale europea come Sofia;
  • la presenza di infrastrutture digitali;
  • il sistema fiscale;
  • la possibilità di aprire e gestire un’attività;
  • la posizione strategica all’interno dell’Unione Europea;
  • la possibilità di operare in un contesto internazionale.

Il sistema fiscale bulgaro prevede in generale una flat tax del 10% sui redditi delle persone fisiche e un’imposta del 10% sugli utili societari, ma l’effettiva tassazione dipende dalla situazione personale, dalla tipologia di reddito, dalla struttura dell’attività e dagli eventuali obblighi fiscali nei diversi Paesi coinvolti.

Il lavoro di un influencer è un’attività internazionale

Un influencer o YouTuber può avere contemporaneamente:

  • un pubblico italiano;
  • sponsorizzazioni da aziende estere;
  • ricavi pubblicitari da piattaforme internazionali;
  • affiliazioni;
  • collaborazioni con società di diversi Paesi;
  • entrate da Patreon, abbonamenti o servizi digitali;
  • vendita di corsi o prodotti online.

Questo rende la gestione fiscale potenzialmente complessa.

Non è sufficiente chiedersi:

“Dove guadagno?”

È necessario valutare anche:

“Dove vivo realmente?”
“Dove svolgo la mia attività?”
“Dove si trova il centro della mia vita personale?”
“Come sono strutturati i miei contratti?”
“Qual è la natura dei miei ricavi?”

Per questo motivo, chi sta valutando un trasferimento internazionale dovrebbe pianificare il percorso prima di trasferirsi, analizzando la propria situazione con professionisti competenti.

Trasferire la residenza in Bulgaria: cosa significa concretamente?

Trasferire la residenza in Bulgaria non significa semplicemente:

  • affittare un appartamento;
  • aprire una società;
  • ottenere un indirizzo;
  • trascorrere qualche giorno nel Paese.

La residenza fiscale deve essere valutata sulla base della situazione concreta della persona e delle norme applicabili.

Per un creator digitale, quindi, il trasferimento dovrebbe essere accompagnato da un’attenta pianificazione di:

  • residenza personale;
  • attività professionale;
  • contratti con brand e sponsor;
  • ricavi delle piattaforme;
  • conti bancari;
  • eventuale società;
  • previdenza;
  • assicurazione sanitaria;
  • rapporti con il precedente Paese di residenza.

La presenza fisica, il centro degli interessi personali ed economici e le regole nazionali e internazionali possono avere un ruolo importante nella determinazione della posizione fiscale. È quindi fondamentale evitare approcci standardizzati e valutare ogni situazione individualmente.

Aprire una società in Bulgaria per un’attività digitale

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Per alcuni influencer e professionisti online, può essere interessante valutare anche la costituzione di una società bulgara.

Una società può essere utilizzata per organizzare, in base alla situazione concreta:

  • contratti di sponsorizzazione;
  • attività di marketing;
  • servizi digitali;
  • consulenze;
  • produzione di contenuti;
  • gestione di collaborazioni commerciali;
  • attività di e-commerce;
  • vendita di prodotti e servizi online.

Puma Services Europe offre supporto per l’apertura e la gestione di società in Bulgaria, oltre a servizi di contabilità, IVA, bilanci, dichiarazioni e domiciliazione.

Naturalmente, la scelta tra attività individuale e società deve essere valutata in base al volume dei ricavi, al tipo di attività, ai costi, alla struttura dei clienti e agli obiettivi personali e professionali.

Il vantaggio di poter lavorare da remoto

Uno dei principali motivi per cui influencer e creator valutano il trasferimento all’estero è la libertà geografica.

Un YouTuber può registrare video a Sofia.

Un influencer può collaborare con aziende italiane.

Uno streamer può avere un pubblico internazionale.

Un consulente digitale può lavorare con clienti in diversi Paesi.

La digitalizzazione permette di separare il luogo in cui si trova il cliente dal luogo in cui vive il professionista.

Questo non significa che le regole fiscali siano semplici. Al contrario, proprio perché l’attività digitale è internazionale, è importante organizzare correttamente ogni aspetto.

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Bulgaria per influencer e creator: una scelta da valutare con attenzione

La Bulgaria può rappresentare una destinazione interessante per alcuni professionisti digitali che desiderano:

  • trasferirsi realmente in un altro Paese europeo;
  • vivere in un contesto internazionale;
  • valutare un sistema fiscale competitivo;
  • organizzare un’attività professionale online;
  • ridurre i costi di gestione rispetto ad altri Paesi;
  • creare una struttura aziendale internazionale;
  • lavorare con clienti e aziende di diversi Paesi.

Tuttavia, non esiste una soluzione uguale per tutti.

Un influencer che guadagna principalmente da sponsorizzazioni avrà esigenze diverse da:

  • uno YouTuber che monetizza tramite pubblicità;
  • uno streamer;
  • un blogger;
  • un affiliate marketer;
  • un venditore di corsi online;
  • un consulente;
  • un professionista che vende prodotti digitali.

Per questo motivo, prima di prendere decisioni è fondamentale analizzare la propria situazione personale e professionale.

Puma Services Europe: assistenza per trasferirsi in Bulgaria

Puma Services Europe assiste cittadini italiani, imprenditori e professionisti che desiderano valutare un trasferimento in Bulgaria.

I servizi possono comprendere:

  • assistenza per il trasferimento della residenza;
  • supporto per l’apertura di società;
  • domiciliazione;
  • contabilità;
  • IVA;
  • bilanci;
  • dichiarativi;
  • supporto amministrativo;
  • ricerca e selezione di immobili;
  • assistenza per attività imprenditoriali in Bulgaria.

L’obiettivo è accompagnare il cliente nella valutazione del progetto, evitando improvvisazioni e aiutandolo a comprendere gli aspetti burocratici, amministrativi e organizzativi del trasferimento.

Stai pensando di trasferirti in Bulgaria come influencer o creator?

Se sei un:

  • YouTuber;
  • influencer;
  • streamer;
  • content creator;
  • blogger;
  • consulente digitale;
  • professionista che lavora online;

e stai valutando la possibilità di trasferire realmente la tua vita e la tua attività in Bulgaria, il primo passo è analizzare la tua situazione concreta.

📩 Contatta Puma Services Europe per una prima valutazione del tuo progetto di trasferimento in Bulgaria.

👉 L’obiettivo non è semplicemente “pagare meno tasse”, ma costruire una struttura personale e professionale coerente, regolare e adatta alla tua reale attività internazionale.

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I vantaggi di aprire una Società in Bulgaria

I vantaggi di aprire una Società in Bulgaria

Aprire una società in Bulgaria può offrire diversi vantaggi, soprattutto per imprenditori e aziende che cercano condizioni fiscali favorevoli e un ambiente economico competitivo. Ecco i principali benefici:

1. Regime fiscale vantaggioso

    • Tassazione sulle imprese: L’imposta sul reddito delle società in Bulgaria è tra le più basse in Europa, fissata al 10%.
    • Flat tax sul reddito personale: Anche i redditi personali sono tassati al 10%, un’aliquota piatta che rende la Bulgaria interessante anche per i singoli professionisti.
    • No doppia tassazione: La Bulgaria ha accordi per evitare la doppia imposizione con numerosi paesi, tra cui l’Italia.

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2. Costi operativi ridotti

  • Bassi costi del lavoro: Gli stipendi medi sono significativamente inferiori rispetto a molti altri paesi europei, pur mantenendo un buon livello di qualificazione della forza lavoro.
  • Costo della vita basso: Questo si traduce in minori spese per uffici, logistica e altri servizi aziendali.

3. Appartenenza all’UE

  • Essendo membro dell’Unione Europea, la Bulgaria offre accesso al mercato unico europeo, con libertà di circolazione di beni, servizi, capitali e persone.
  • Fondi europei: Le imprese in Bulgaria possono beneficiare di programmi di finanziamento e sovvenzioni dell’UE.

4. Posizione strategica

  • La Bulgaria si trova in una posizione geografica favorevole, fungendo da ponte tra Europa, Asia e Medio Oriente. È un punto strategico per il commercio internazionale.

5. Burocrazia semplificata

  • Procedura di apertura veloce: Costituire una società in Bulgaria è relativamente semplice e veloce. Può essere completata in pochi giorni, con costi amministrativi contenuti.
  • Sistemi online efficienti: Molte pratiche burocratiche possono essere gestite digitalmente.

6. Stabilità economica

  • La Bulgaria mantiene una valuta (Lev) stabile, legata all’Euro tramite un currency board. Questo riduce il rischio di fluttuazioni valutarie.

7. Incentivi per gli investimenti

  • Settori strategici come tecnologia, energia rinnovabile e manifattura possono godere di incentivi fiscali, sovvenzioni e altre agevolazioni.

8. Facilità di trasferimento e residenza

  • Gli imprenditori stranieri possono ottenere facilmente il permesso di residenza per sé e per i propri familiari, grazie a leggi che incentivano gli investimenti.

9. Tassazione agevolata sui dividendi

  • I dividendi distribuiti ai soci sono tassati solo al 5%, il che rappresenta un ulteriore vantaggio per chi desidera reinvestire o trasferire utili.
Bulgaria Controlli bancari e problemi per apertura nuove società

Bulgaria Controlli bancari e problemi per apertura nuove società

A partire dal 1° Gennaio 2019 in Bulgaria sono stati introdotti nuovi controlli bancari.

Le procedure di controllo e verifica sono relative alle fasi di accettazione di nuovi clienti o di clienti facenti richiesta di apertura di nuova società, nel momento della presentazione per il versamento del capitale sociale (che deve essere fatto su conto bancario vincolato).
Questi adempimenti sono stati introdotti per un adeguamento alle normative europee per il contrasto di operazioni di riciclaggio ed altri reati.

Banca-centrale-europea-nuovi-adempimenti-e-controlli-bancari-per-clienti-banche-bulgareIn questo particolare momento inoltre il sistema bancario della Bulgaria è in fase di analisi da parte della Banca Centrale Europea; analisi che prosegue l’iter avente come obiettivo finale, in data futura da definirsi a cura delle autorità preposte, l’entrata nell’euro da parte della Bulgaria.
Questo è il quadro della situazione attuale.

Nei casi di persone aventi nel loro passato operazioni illecite, insolvenza nei confronti della banca presso cui si sta aprendo il conto (anche se trattasi di società appartenente allo stesso gruppo internazionale di società bancarie) o altro mancato rispetto di impegni contrattuali concordati con l’istituto di credito, la banca può addirittura negare il suo consenso ad accettare il cliente.
E da questo derivano le attuali difficoltà ed i ritardi/rallentamenti procedurali che devono affrontare i nuovi imprenditori che decidono di aprire una società in Bulgaria.

Aggiungiamo che questo contesto ci sembra particolarmente favorevole, in quanto va nella direzione da noi auspicata: quella di una selezione degli imprenditori seri ed operosi che hanno intenzione di lavorare e crescere in maniera sana ed onesta.
Al contempo ci teniamo a far presente a quegli imprenditori che hanno intenzione e stanno valutando di aprire una società in Bulgaria, che da adesso, a causa di questi nuovi controlli bancari, diventa ancora più importante rivolgersi a professionisti seri e qualificati, e non a personaggi improvvisati e mancanti dei requisiti professionali indispensabili per poter svolgere un ruolo così delicato e fondamentale per la migliore riuscita dell’intrapresa e del progetto di business che si vuole realizzare.

Per eventuali informazioni e dettagli il nostro staff di consulenti è a vostra disposizione ai seguenti recapiti:

Massimiliano Purinan

Mail pumaserviceseu@gmail.com

m.purinan@mgsenterprise.it

Mob. +39 333.2693759

Previsioni di solida crescita economica in Bulgaria per il 2018

Previsioni di solida crescita economica in Bulgaria per il 2018

Il trend economico della Bulgaria si prevede in crescita economica per gli anni 2018 e 2019.
La crescita economica della Bulgaria rimarrà solida nei prossimi anni, stimolata dalla crescente spesa delle famiglie a causa dell’aumento di salari, stipendi e utili societari e dal miglioramento del mercato del lavoro. Aspetto, quest’ultimo, da non trascurare dato che gli indicatori della disoccupazione sono, anno per anno, in costante miglioramento.

Bulgaria-previsioni-macro-economiche-2018-2019

Bulgaria-previsioni-macro-economiche-2018-2019

Situazione politica in Bulgaria

In seguito alle elezioni anticipate di Marzo 2017, Boyko Borisov, membro del partito GERB di centro-destra, è stato eletto per la terza volta primo ministro. Borisov, a capo di una coalizione di governo formata dal GERB e dal partito nazionalista “United Patriots”, vanta un’esigua maggioranza parlamentare (122 su 240 seggi).
Le elezioni anticipate si erano rese necessarie a causa delle dimissioni del precedente governo, sempre guidato da Borisov, a seguito della vittoria delle elezioni presidenziali di Rumen Radev nel Novembre 2016. Radev è il candidato filorusso, spalleggiato dai socialisti antagonisti di premier.
Il malcontento politico è elevato in particolare a causa degli scarsi progressi registrati nella lotta alla corruzione ed alle problematiche legate al welfare sociale.
Altro fattore di tensione consiste nella politica perseguita dal governo in carica, che è schierato verso una politica filoeuropea. Mentre il partito socialista e il presidente Radev caldeggiano relazioni politiche ed economiche più strette con la Russia di Vladimir Putin.

Prevista una crescita sostenuta nel biennio 2018-2019

Bulgaria-previsioni-macro-economiche-2018-2019In Bulgaria a partire dal 2015 si è registrata una accelerazione degli indicatori economici, quindi una crescita sostenuta dell’economia. La crescita è stata trainata principalmente da un incremento delle esportazioni e dall’aumento dei consumi privati. Il PIL dovrebbe confermarsi solido nel 2018, in quanto la spesa delle famiglie si prevede sostenuta a causa della crescita dei salari e dal miglioramento del mercato del lavoro (si prevede un ulteriore calo della disoccupazione a circa il 5,5% nel 2018). Al tempo stesso, gli investimenti (compresi i progetti infrastrutturali finanziati dall’UE) hanno ripreso a crescere. Si prevede che l’espansione economica perderà un certo slancio nel 2019, ma rimarrà forte al di sopra del 3%. Sia i consumi privati che la crescita degli investimenti dovrebbero rallentare l’anno prossimo.
In seguito al surplus del 2017, si prevede che il bilancio fiscale registrerà un modesto deficit negli anni 2018 e 2019. Il debito pubblico manterrà un andamento sostenibile (previsione: 24% del PIL nel 2019).

Bulgaria-previsioni-macro-economiche-2018-2019Dopo la crisi bancaria del 2014, questo comparto ha assistito a notevoli miglioramenti, come dimostrano la valutazione del settore bancario del FMI del 2016 e una prova di stress effettuata dalla Banca Centrale, che ha attestato che il settore è ben capitalizzato e più resiliente agli shock. Ciononostante si registra una importante incidenza delle sofferenze bancarie, oltre il 10% dei prestiti totali; un dato, questo, che continua a rappresentare una minaccia per la redditività bancaria. Il contesto della politica monetaria bulgara è forte, caratterizzato dal saldo impegno del paese verso il proprio sistema di currency board (il lev è ancorato all’euro), il che rafforza la fiducia degli investitori stranieri. Questo accordo, tuttavia, limita la capacità della Bulgaria di combattere gli squilibri esterni. L’ancoraggio è sostenibile grazie a grandi riserve internazionali (più di nove mesi di copertura delle importazioni) e alle eccedenze delle partite correnti.

Bulgaria-previsioni-macro-economiche-2018-2019L’instabilità politica rimane un problema per le prospettive di crescita dell’economia bulgara nel lungo periodo, così come fattori determinanti rimangono la corruzione ed una burocrazia farraginosa, che continuano ad ostacolare lo sviluppo del contesto imprenditoriale. L’elevato livello di emigrazione (circa un milione di bulgari vive all’estero) ed il calo e l’invecchiamento della popolazione (le Nazioni Unite prevedono che la popolazione bulgara diminuirà da 7 milioni a 5,2 milioni entro il 2050) contribuiscono ad aggravare i problemi del mercato del lavoro e a ridurre il potenziale di crescita a lungo termine.

Perchè i paesi dell’ Est Europa crescono così velocemente

Perchè i paesi dell’ Est Europa crescono così velocemente

Le recenti stime della Commissione europea prevedono nel 2018 una crescita media della UE (a 28) pari al 2,1%, in linea con i paesi dell’area euro. Ma è da sottolineare che le stime relative a Italia, Germania e Francia sono attualmente al di sotto di questa media. E quali sono invece i paesi virtuosi, che contribuiranno ad alzare la media?

Di questi alcuni, Irlanda e Malta, cresceranno oltre il 5%; altri paesi dell’ Est Europa entrati a far parte dell’UE nel 2004, quali Polonia (+4,6%), Slovenia (+4,4%), Slovacchia (+3,9%) e Ungheria (+4%), o nel 2007 come la Bulgaria (4,0%) e la Romania (4,1%).

Mappa-paesi-Est-Europa-crescita-in-UEIn realtà confrontare le performance di economie avanzate con quelle di Paesi emergenti non avrebbe molto senso. Ma innanzitutto è da notare che paesi quali Slovenia e Slovacchia, ad esempio, sono caratterizzati da un sistema economico avanzato e moderno, quindi sono tutto forchè economie arretrate.
Inoltre è utile iniziare a valutare in maniera più approfondita quale sia il trend delle economie dell’ Est Europa, anche per comprendere quali sono i frutti di questo processo europeo di convergenza.
Un recente studio realizzato da Piotr Żuk e Li Savelin offre, proprio in questo senso, molti spunti di riflessione. Lo studio prende come riferimento Paesi dell’Europa suddividendoli nelle seguenti aree: Europa centrale, orientale e sud-orientale; ulteriore suddivisione riguarda gli appartenenti all’UE e alla moneta unica, alla sola UE o esterni (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Serbia, Montenegro e Kosovo, collettivamente “Gruppo CESEE”).

Un gruppo eterogeneo, con notevoli differenze al suo interno, che si rilevano in particolare fra Stati Membri ed esterni…

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…ma tutti sono accumunati da un importante livello di crescita nel periodo 2000-2016.

Paesi-est-europa-crescita-economica

Alcuni di questi paesi dell’ Est Europa, già facenti parte della UE, sono su un trend che gli consentirebbe di raggiungere in pochi anni o decenni il Pil pro capite medio dell’Unione europea.
Questi dati manifestano progressi che possono sembrarci quasi incredibili proprio perché, da italiani, siamo abituati a vedere gli stati di quest’area come paesi ancora lontani ed inferiori rispetto al nostro livello di benessere economico ed ancora molto arretrati. E invece la loro veloce crescita economica, ancor più se confrontata con il continuo arretramento di un’Italia che non cresce, ci mette dinnanzi alla cruda realtà: il nostro standard di vita sarà presto raggiunto e superato da questi paesi.

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Per fare un quadro della situazione alla quale stiamo assistendo, è sufficiente osservare come paesi come paesi dell’ Est Europa quali la Polonia o la Lettonia che avevano, all’ingresso nell’UE, un Pil pro capite –in percentuale rispetto alla media UE a 28- pari, rispettivamente, al 51,2% e 48,3%, nel 2016 sono arrivati al 71,6% e 65,3%.
Ma cos’ha consentito l’inizio del trend di crescita del Gruppo CESEE?
Prima del 2000, ovviamente, molti Paesi appartenenti a questo Gruppo hanno vissuto lo shock causato dal crollo dell’Unione Sovietica e, di conseguenza, dall’apertura al mercato.
Nel periodo che stiamo analizzando, invece, secondo gli autori di questo studio, ad incidere principalmente è stata la produttività totale dei fattori (“TFP”).

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Notiamo che i Paesi con il migliore trend in termini di convergenza delle condizioni economiche si sono caratterizzati per:

  • Miglioramento della qualità delle istituzioni (con effetti positivi determinati dall’ingresso nell’Unione europea);
  • Riallocazione della forza lavoro dall’agricoltura ed altri settori a basso valore aggiunto ad altri settori maggiormente produttivi;
  • Maggiore competitività e crescita delle esportazioni;
  • Favorevoli condizioni demografiche;
  • Crescita del capitale umano e investimenti.

I risultati raggiunti dai paesi dell’ Est Europa dimostrano che la riduzione dei divari è possibile, nonostante le condizioni di partenza ed i dati macroeconomici di questi paesi possano apparire scoraggianti.
Analizzando in dettaglio e considerando la dimensione regionale vediamo che alcune regioni del Gruppo CESEE stanno avendo risultati migliori rispetto ad alcune regioni italiane o spagnole. Ma anche il Gruppo deve fare i conti, al proprio interno, con situazioni di ampio divario in termini di sviluppo.

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Ad esempio tra il Pil per abitante (dati 2015) della più ricca regione polacca e la più povera vi è una differenza di 18 mila euro e il risultato è simile con l’Ungheria (17.900 euro). IL gap è poi ancor più alto se analizziamo economie più mature, come Slovacchia (38.800 euro) e Repubblica Ceca (32.600 euro).
Come noto, il problema dei divari regionali interessa anche l’Italia ed altre economie avanzate. Ecco perché analizzare le differenze di performance all’interno degli Stati Membri e comprenderne le ragioni ed i possibili rimedi sarà sempre più importante per il processo europeo di convergenza a livello nazionale.

I quattro di Visegrad continuano la loro crescita in Europa

I quattro di Visegrad continuano la loro crescita in Europa

I quattro di Visegrad continuano la loro crescita e si fanno largo in Europa
Le economie dell’est crescono e hanno sempre più peso negli scambi con la Germania

Europa dell’ovest, solida, produttiva, moderna e al passo con i tempi, ed Europa dell’est, arretrata, penalizzata e impoverita dal regime comunista. E considerata solo un peso per l’Europa.
Ma è giunto il momento di rivedere questi luoghi comuni. Perché la situazione, a partire dal 2017, sembra essere diversa se non addirittura invertita.
Grazie alle riforme economiche, al basso costo del lavoro (che ha permesso e continua a permettere alle aziende dell’UE di esternalizzare la produzione e, conseguentemente, produrre vantaggi diretti sull’economia e sul benessere sociale dei paesi dell’est), i paesi dell’ex Unione Sovietica, in particolare i 4 del Gruppo di Visegrad: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, sono ormai sulla strada dello sviluppo e della crescita, crescita che in Europa non raggiunge risultati ad essi paragonabili.

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Secondo le stime della Commissione Europea, la Polonia avrà una crescita del PIL del 3,8% nel 2018, così come la Slovacchia, mentre per l’Ungheria la crescita attesa è del 3,6% e per la Repubblica Ceca del 3%. Uno sviluppo al quale queste economie ci hanno ormai abituato e quindi che non sorprende neanche più di tanto, soprattutto se consideriamo tutte le azioni di sviluppo intraprese dall’Europa e gli incentivi allo sviluppo economico varate in questi anni, che hanno consentito anche un aumento esponenziale del potere di acquisto delle famiglie, tanto che i consumi hanno oggi superato i livelli pre-crisi.

L’importanza dello sviluppo di questi paesi è, inoltre, intimamente legata al rapporto di reciproca dipendenza tra i quattro di Visegrad e la Germania. Proprio il paese centrale dell’eurozona è quello che più di tutti deve la crescita della propria economia a questi quattro importanti player est-Europei, che hanno oggi un peso non indifferente nei confronti dell’economia tedesca. Nel complesso, i 4 di Visegrad valgono per la Germania 2.556 miliardi di euro: una volta e mezza Francia, Stati Uniti e Cina. I tempi sono cambiati e l’economia europea sembra, dopo molto tempo, sorridere ai paesi dell’est. È forse l’inizio di un nuovo capitolo nello sviluppo e nella crescita economica della “vecchia Europa”?